Bòtti di fine anno

Quest’anno possiamo essere contenti noi italiani: solo 500 feriti, di cui una ventina gravi con mutilazioni varie, per i riti di fine anno!!!!!

Del resto: cadere sul campo dell’onore nella guerra agli spiriti vale bene una lode e un pubblico ringraziamento. Di certo folletti, dèmoni malvagi, spiriti di morti vaganti sarebbero rimasti ad assediare la nostra tribù se non fossero stati ricacciati nelle tenebre da un esercito di eroici concittadini con le bombe carta che ormai si comprano al supermercato (spesso illegale).

E dunque: falangi saltate, dita amputate, occhi accecati e timpani perforati che importa? rispetto al pericolo che l’orda nazionale avrebbe corso se le immonde cose che popolano la notte e gli aldilà non fossero state combattute a suon di bòtti. Un po’ meno spiegabile in termini antropologici rimane l’uso di sparare colpi di pistola (un ragazzino di sei anni con natica perforata e una ragazzina di 14 con un proiettile ex-vagante nel petto), ma forse si tratta di una modernizzazione del rito più arcaico di tutti: far rumore per spaventare gli spiriti maligni.

Già: anche se è un uso pericoloso, incivile, demenziale, va riconosciuto nel rito di fine anno con i bòtti un rito arcaico quant’altri mai – i nostri antenati latini giravano per la città (bimbi e donne chiusi in casa però: era un affare di guerrieri) armati di campanacci e scudi su cui battere con mazze per scacciare gli spiriti, spesso mascherati o coperti dalle pelli degli animali totemici (tra cui gettonatissimo il povero lupo soprattutto a Roma).

Magari oggi si penserebbe che certe superstizioni si potrebbero anche superare, ma la tribù è ancora nell’inconscio collettivo e quindi … mani mozzate e occhi accecati e via discorrendo. Per puro caso niente morti, meno male.

Anche però animali spaventati, cani persi perché impazziti di paura, gatti in fuga terrorizzata, uccelli appiattiti sotto i coppi dei tetti col cuore a diecimila: una notte di tregenda per questi coinquilini, che non temendo gli spiriti maligni e non discendendo da tribù di bestioni scimmieschi amanti della confusione proprio non se lo spiegano tutto il rumore che gli umani fanno nelle notti di dicembre.

E dire che questo dicembre con un clima impazzito, le alluvioni, la neve e due giorni dopo 17 gradi … avrebbe avuto bisogno di altro che di esorcismi per mandarci a dormire tranquilli e fiduciosi sul 2010, specie dopo il fallimento del vertice di Copenhagen.

Buon anno nuovo, speriamo con meno rumore e più pensiero, a nome dei cani, dei gatti, degli altri viventi non umani che si dovrebbero aggiungere alla conta dei feriti e dei morti per l’uso dei bòtti di fine anno (sempre che l’anno “finisca” il 31 dicembre …).

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