LA FUNZIONE DEL PARCO NATURALE DALLA SUA NASCITA AD OGGI

Ho qui concentrato delle notizie sommarie sulla funzione e sulla storia dei parchi naturali. Non ho organizzato il testo in maniera rigorosa, volendo perlopiù dare spunti su cui riflettere, spero anche per un futuro approfondimento.

Fino agli anni ’60 i parchi naturali erano stati il simbolo di una natura da proteggere, ovvero il luogo dove preservare la natura “vergine”, tanto che si parlava di riserva naturale. Il parco di Yellowstone negli Stati Uniti, aperto nel 1872, è il parco per eccellenza; nacque dalla volontà di voler lasciare la natura incontaminata da qualsiasi presenza umana.

In Europa il primo parco è stato inaugurato in Svizzera nel 1914, ma con una finalità diversa da quella degli Stati Uniti (finalità che sembra anticipare i temi sui quali si è dibattuto ad una conferenza ONU del 1972). Più precisamente, si è mirato da un lato al recupero di un’area fortemente degradata e nello stesso tempo a raggiungere obiettivi di ricerca scientifica. Nonostante questa novità, prima della seconda guerra mondiale i paesi europei istituiscono nuovi parchi (il Parco del Gran Paradiso italiano risale al 1922) con il solo scopo di conservare ciò che è ancora salvato dal processo di industrializzazione. Questo per quanto riguarda la prima metà del ‘900.

In Europa, successivamente, viene proposta per prima l’idea di parco come protezione non solo dell’ambiente in quanto natura, ma soprattutto ambiente che ospiti popolazioni residenti, unitamente alle loro eredità culturali, artistiche e storiche. Al contrario, negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Australia, e in molti paesi africani e asiatici, vige il concetto di “Government Land Principle”, cioè la necessità di un’assoluta “naturalità e integrità originale” delle aree da sottoporre a protezione.

Nel 1948 nasce l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN), un organo sopranazionale di riferimento che nel 1967 pubblica un elenco dei Parchi nazionali e i criteri che li avevano ispirati.

In Europa si fa strada quindi l’idea di sviluppo compatibile ed anche di sviluppo sostenibile, in grado di aiutare il progresso economico rispettando l’equilibrio ecosistemico.

In questa ottica nei primissimi anni ’70 vi sono state due importanti iniziative. La prima è il progetto dell’UNESCO “Man and Biosphere” (MAN), tuttora attivo, che propone ricerche interdisciplinari in campo ecologico, sociale ed economico per uno sviluppo sostenibile. Due anni dopo  a Stoccolma  c’è stata una conferenza mondiale sull’ambiente promossa dall’ONU. In accordo con i movimenti sociali degli anni ’70, la conferenza di Stoccolma ha voluto affermare la necessità di una politica ambientale che guardi anche alla società. Dalla conferenza di Stoccolma in poi si è cercato di promuovere lo sviluppo socio-economico e la tutela naturale grazie ad un’attività dinamica del parco, sia interna (migliore coordinazione dei gestori, delle autonomie locali, della popolazione) che esterna (integrazione della ricerca scientifica con le necessità territoriali).

L’istituzione di un Parco, che pertanto va visto come il luogo di relazioni dinamiche e positive tra gli uomini e ciò che li circonda, sembra non potersi separare da una difesa sia della natura che della popolazione. Il rapporto con il parco è cambiato soprattutto perché le società hanno accolto i suggerimenti degli scienziati e dei “mobilitatori” verso la salvaguardia della natura.

Qualche cenno in termini numerici sui parchi

Nel corso degli anni, tra il 1962 e il 2003, si sono svolte 5 Conferenze Mondiali dei Parchi nazionali, in località distribuite su tutto il globo. Durante queste conferenze si è redatta una lista delle aree protette nel mondo e si è fatta una stima della loro superficie complessiva (che è passata dai 2,4 milioni di km² del 1962 ai 18,8 milioni di km² del 2003). Nella prima Conferenza in particolare si è cercato anche di incoraggiare lo sviluppo dei primi movimenti ambientalisti degli anni ’60 e di mettere a fuoco il ruolo delle popolazioni locali. Negli ultimi anni si è cercato di aumentare l’importanza che i parchi hanno in una società indirizzata verso lo sviluppo sostenibile.

Volendo concludere con una statistica, la classifica mondiale attualmente è guidata dall’Europa, con oltre 43.000 aree protette, seguita da Russia (18.000), Nord America (13.000), Australia e Nuova Zelanda (9.000), Africa orientale e meridionale (4.390), Africa occidentale e centrale (2.600) e, infine, area del Pacifico (320).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: